E' indubbio che si possano creare situazioni, storie assolutamente imprevedibili, strane, in contesti del tutto consueti (non dico "normali" in primo luogo perchè non ricordo - per quanto e come lo ricordo - di aver soggiornato mai o quasi in contesti normali, in secondo luogo perchè non è possibile definire un contesto universalmente NORMALE), ma è altrettanto vero che certe situazioni, certe storie quando investono non uno, ma molteplici aspetti della tua vita e di quella delle persone a te vicine, possono innescare processi involutivi che, per forza inerziale ti trascinano in luoghi, mentali e non, in cui la capacità di razionalizzare e quindi di agire sugli eventi è sopraffatta dalla qualità e quantità degli eventi stessi al punto di generare una schizofrenica alternanza fra stati di ansia (produttiva o distruttrice) e stati catatonici. Una piccola cellula impazzita dell' "organismo vita" genera quest' inelluttabile bagarre cancerosa che combatti o a cui ti abbandoni e non sempre la scelta dipende esclusivamente da te. A propri errori o carenze ancestrali ecco aggiungersi errori o carenze esterne accumulatesi negli anni e pronte a presentarsi precipitando a stormo nella tua esistenza. Paura? Sinceramente non lo so... Di certo consapevolezza... Quando il bene ed il male, entrambi in dosi massicce, scavano all'unisono voragini nel tuo cervello, è impossibile non rendersi conto della propria reale condizione ed altrettanto impossibile non arretrare alle volte, cercare o creare difese prima di una nuova controffensiva o di una estrema, definitiva resistenza.